14) Heidegger. Sull'esserci.
Heidegger considera in questa lettura il rapporto che noi abbiamo
con noi stessi, con l'Essere e con il mondo. Dell'ontologia
dell'esserci il filosofo tedesco mette in evidenza la categoria
fondamentale della temporalit.
M. Heidegger, Sein und Zeit, Tbingen, 1927, traduzione italiana
di P. Chiodi, Essere e tempo, Longanesi, Milano, 1976, secondo,
pagine 32-35 (vedi manuale pagine 425-426).
Nella delineazione dei compiti relativi alla posizione del
problema dell'essere,  venuto in chiaro che non  sufficiente
stabilire quale sia l'ente da interrogarsi per primo, ma che
occorre anche il possesso esplicito e la sicura garanzia della
giusta via d'accesso a questo ente.
Abbiamo gi discusso quale sia l'ente che giuoca il ruolo
principale in seno al problema dell'essere. Ma dobbiamo chiederci
come questo ente, l'Esserci, possa riuscire accessibile e, per
cos dire, esser preso di mira nell'interpretazione comprendente.
Il primato ontico-ontologico che si dimostr proprio dell'Esserci
potrebbe sviarci nella falsa opinione che questo ente sia anche il
primo a esser dato in sede ontico-ontologica, non solo nel senso
di una afferrabilit immediata di questo ente stesso, ma anche
nel senso di una altrettanto immediata accessibilit al suo modo
di essere. Certamente l'Esserci non solo ci  onticamente vicino,
o anche il pi vicino di tutto, ma noi stessi lo siamo anche
sempre. Nonostante ci, o proprio per ci, esso  ontologicamente
ci che vi  di pi lontano da noi. Certo rientra in ci che il
suo essere ha di pi proprio di avere una comprensione di tale
essere, nonch di mantenersi gi sempre in un certo stato di
interpretazione del proprio essere. Ma con ci non si vuole
assolutamente dire che questa pi prossima interpretazione pre-
ontologica di se stesso possa fungere da filo conduttore adeguato,
quasi fosse accertato che tale comprensione dell'essere debba
scaturire da una riflessione tematicamente ontologica della pi
propria costituzione dell'essere. L'Esserci, piuttosto, a causa di
un modo di essere che gli  proprio, tende a comprendere il
proprio essere in base all'ente a cui si rapporta in linea
essenzialmente costante e innanzitutto, cio in base al mondo.
Fa parte dell'Esserci, e perci della comprensione d'essere che
gli  propria, ci che noi mostreremo come il riflettersi
ontologico della comprensione del mondo sulla interpretazione
dell'Esserci.
Il primato ontico-ontologico dell'Esserci  dunque la causa del
fatto che all'Esserci resta nascosta la sua specifica costituzione
d'essere, intesa nel senso della struttura categoriale che 
propria di esso. L'Esserci , onticamente, vicinissimo a se
stesso, ontologicamente lontanissimo, ma pre-ontologicamente
tuttavia non estraneo.
Con ci non si  voluto che far vedere provvisoriamente come
un'interpretazione di questo ente incontri particolari difficolt,
che si fondano nel modo di essere dell'oggetto tematizzato e dello
stesso comportamento tematizzante e non in una difettosa dotazione
delle nostre facolt conoscitive o nella mancanza, apparentemente
facile a eliminarsi, di un apparato concettuale adeguato.
Ma poich l'Esserci, oltre a implicare la comprensione
dell'essere,  tale che questa comprensione si sviluppa o fallisce
col mutevole modo di essere dell'Esserci stesso, viene a essere
disponibile un ricco patrimonio di interpretazioni. La psicologia
filosofica, l'antropologia, l'etica, la politica, la poesia, la
biografia, la narrativa storica hanno indagato, per vie diverse e
con ampiezza mutevole, i comportamenti, le facolt, le forze, le
possibilit e i destini dell'Esserci. Ma resta da vedere se queste
interpretazioni furono condotte con quella originariet
esistenziale che pu darsi posseggano sul piano esistentivo. Le
due cose, anche se non si escludono, non vanno necessariamente
assieme. L'interpretazione esistentiva pu esigere una analitica
esistenziale qualora la conoscenza filosofica sia stata intesa
nella sua possibilit e nella sua necessit. Ci che  stato
finora raggiunto in fatto di interpretazione dell'Essere potr
ottenere la sua giustificazione esistenziale solo quando le
strutture fondamentali dell'Esserci saranno state sufficientemente
analizzate in un orientamento esplicito nel problema dell'essere
stesso.
L'analitica dell'Esserci resta dunque l'esigenza prima nel
problema dell'essere. Ma, in questo caso, il problema del
reperimento e della assicurazione della via d'accesso all'Esserci
incomincia a diventare veramente scottante. Esprimendoci
negativamente: non  lecito far ricorso a un'idea casuale
dell'essere e della realt, per ovvia che essa sia, e poi
applicarla all'Esserci con procedimento costruttivo e dogmatico;
non  lecito costringere l'Esserci a sottostare a categorie
desunte da quell'idea, senza un appropriato esame ontologico. Le
modalit di accesso e di interpretazione debbono piuttosto esser
scelte in modo che questo ente possa mostrarsi da se stesso e in
se stesso. E in verit l'ente dovr mostrarsi cos com'
innanzitutto e per lo pi, nella sua quotidianit media. Di essa
non verranno poste in luce strutture qualsiasi e accidentali, ma
quelle essenziali, cio quelle che si mantengono ontologicamente
determinanti in ogni modo di essere dell'Esserci effettivo. Con
riferimento alla costituzione fondamentale della quotidianit
dell'Esserci avr quindi luogo la chiarificazione preparatoria
dell'essere in questo ente.
L'analitica dell'Esserci cos intesa  completamente orientata nel
senso del compito conduttore della elaborazione del problema
dell'essere. Con ci si determinano anche i suoi confini. Essa non
pretende di offrire un'ontologia completa dell'Esserci, ontologia
che deve certamente esser costruita se qualcosa come
un'antropologia filosofica deve poggiare su basi filosoficamente
sufficienti. In vista di un'antropologia possibile o della sua
fondazione ontologica, l'interpretazione che segue non offre che
alcuni frammenti, anche se tutt'altro che inessenziali. Ma
l'analisi dell'Esserci, oltre che incompleta,  anche provvisoria.
Essa incomincia col porre semplicemente in luce l'essere di questo
ente, ma non offre l'interpretazione del suo senso. Essa deve
piuttosto preparare l'ostensione dell'orizzonte
dell'interpretazione dell'essere pi originaria di tutte. Una
volta assolto questo compito, l'analitica dell'Esserci di
carattere preparatorio richiede la sua ripetizione su basi
ontologiche pi alte e autentiche.
La temporalit (Zeitlichkeit) verr chiarita come il senso
dell'essere dell'ente che chiamiamo Esserci. Questa dimostrazione
dev'essere comprovata mediante la ripetizione dell'interpretazione
delle strutture dell'Esserci provvisoriamente esibite come modi
della temporalit. Ma l'interpretazione dell'Esserci come
temporalit non costituisce, come tale, la risposta al problema
conduttore che concerne il senso dell'essere in generale. Essa
appronta per il terreno per trovare questa soluzione.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume secondo, pagine 273-275.
